Il controllo sistemico dei contribuenti è garantito tramite un piano annuale, preparato sulla base di un’analisi del rischio e di criteri oggettivi, che tengono conto del principio di esecuzione uniforme dei controlli ispettivi su tutti i contribuenti e del principio della rilevanza dell’imposta che il contribuente apporta alle entrate pubbliche. I criteri oggettivi sono definiti in particolare sulla base di metodi statistici e delle precedenti risultanze emerse nei procedimenti di controllo. Una parte del piano annuale è inoltre preparata sulla base delle informazioni ricevute da altri organi statali, segnalazioni, richieste internazionali e altre iniziative, mentre una parte dei controlli viene effettuata anche con il metodo della selezione casuale. Oltre al criterio della rilevanza delle singole imposte nelle entrate pubbliche nazionali e nel bilancio dell’Unione europea, nel piano annuale sono stati considerati anche i criteri di tutela dei cittadini, della sicurezza e della protezione dell’ambiente.
I controlli ispettivi in materia fiscale nel 2026 saranno mirati
I controlli ispettivi in materia fiscale anche nel 2026 saranno prevalentemente mirati, basati sull’analisi del rischio, al fine di rilevare e ridurre l’evasione e l’elusione fiscale, migliorare l’adempimento volontario degli obblighi fiscali e ridurre l’economia sommersa. La priorità nell’esecuzione dei controlli sarà determinata in base al livello di rischio stimato e alla necessità di avviare il controllo a causa delle specificità del singolo caso.
I controlli ispettivi saranno effettuati nell’ambito dell’IVA, dell’imposta sul reddito delle società, delle imposte e dei contributi sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito derivante da attività economiche e altre imposte. Sono previsti anche controlli presso contribuenti con elementi di attività internazionale, in aree in cui si rilevano diverse strategie di elusione fiscale, controlli sui redditi non dichiarati, controlli sull’economia sommersa mediante la verifica dei registratori di cassa e del lavoro non dichiarato.
Parallelamente ai controlli fiscali, l’ispettorato effettuerà anche verifiche sul rispetto degli obblighi relativi all’identificazione del titolare effettivo e alla registrazione dei dati del titolare effettivo, sul rispetto del divieto di pagamenti in contanti superiori a 5.000 euro e sull’obbligo di comunicazione degli obblighi finanziari nel sistema di compensazione multilaterale obbligatoria.
Controllo nell’ambito dell’IVA mirato a rilevare frodi sistematiche dell’IVA
Il controllo nell’ambito dell’IVA sarà principalmente mirato a rilevare frodi sistematiche sull’IVA (c.d. frodi MTIC o “carousel fraud”), presso contribuenti ad alto rischio e con l’ausilio dello scambio internazionale di dati. Saranno inoltre oggetto di verifica i contribuenti che richiedono indebitamente la detrazione dell’IVA (fatture fittizie, uso privato) e quelli con una identificazione IVA inadeguata (contribuenti non registrati ai fini IVA o abusi del numero di identificazione IVA). Per prevenire l’evasione, come avviene da diversi anni, l’attenzione sarà rivolta alle società costituite o vendute con l’intento di compiere frodi fiscali (c.d. società dormienti – società inattive con numero di partita IVA valido). L’ispettorato controllerà anche i contribuenti per i quali siano stati riscontrati elevati scostamenti tra i dati delle dichiarazioni fiscali e i registri dell’IVA a debito e a credito, nonché una significativa discrepanza tra le dichiarazioni fiscali e l’ammontare delle fatture fiscalmente certificate. Al fine di contrastare le frodi in materia di IVA e prevenire la continuazione delle evasioni e degli abusi dei numeri di identificazione IVA, nei controlli ispettivi potranno essere adottati provvedimenti di revoca del numero di partita IVA, qualora le risultanze del controllo lo richiedano.
L’attenzione nei controlli sull’imposta sul reddito delle società (IRPEG) e sull’imposta sul reddito delle attività professionali sarà rivolta a diversi ambiti
Nell’ambito dell’imposta sul reddito delle società (IRES) e dell’imposta sul reddito derivante da attività economiche, l’attenzione sarà concentrata principalmente sulla base imponibile dichiarata troppo bassa a causa di ricavi o costi riportati in modo errato, verificando contestualmente l’iscrizione nel registro dei titolari effettivi e il rispetto dei limiti nelle operazioni in contanti. Il controllo sarà rivolto ai contribuenti che, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate slovena (FURS), non hanno presentato le dichiarazioni IRPEG/IRAP, mentre l’agenzia dispone di informazioni sulla probabile base imponibile (ad esempio, operazioni tramite piattaforme digitali – DAC7, dati dai registratori di cassa fiscali, movimenti sui conti correnti, altri dati), ai contribuenti che includono nelle dichiarazioni acquisti di beni e servizi non legati allo svolgimento dell’attività e alle transazioni connesse alle misure di difesa dell’art. 8.a della legge sul reddito delle società (ZDDPO-2) – transazioni con soggetti di paesi inclusi nella lista e transazioni connesse ad accordi fiscali dannosi o alla mediazione di operatori sulla base dei dati DAC6. Saranno controllate anche singole voci delle dichiarazioni IRPEG e IRAP relative a basi imponibili troppo basse identificate come ad alto rischio nell’analisi del rischio. Considerando gli aspetti contabili, fiscali ed economici, si verificherà se il contribuente abbia concluso operazioni finalizzate ad ottenere vantaggi fiscali che, senza tali operazioni organizzate, non sarebbero stati raggiungibili. Sarà inoltre effettuato un controllo regolare delle società che cessano le attività tramite la procedura abbreviata.
Particolare attenzione sarà rivolta alla gestione dei rischi presso grandi contribuenti, soprattutto in relazione alle attività internazionali. Una parte importante dei controlli sull’imposta sul reddito delle società riguarda il monitoraggio dei prezzi di trasferimento, effettuato per ridurre la possibilità che i contribuenti trasferiscano profitti fuori dal Paese prima della tassazione. Il controllo sarà eseguito presso contribuenti per i quali, in base all’analisi del rischio, si rilevi un alto rischio di irregolarità nella determinazione dei prezzi di trasferimento, in particolare nelle aree dei servizi forniti da soggetti collegati, delle transazioni finanziarie, dei beni immateriali, delle unità operative, delle ristrutturazioni aziendali e delle acquisizioni. I controlli saranno effettuati anche presso contribuenti appartenenti a gruppi multinazionali che registrano perdite fiscali, creando così uno scudo fiscale.
Controlli in materia di imposte e contributi sui redditi delle persone fisiche derivanti dal lavoro dipendente
Nell’ambito delle imposte e dei contributi sui redditi delle persone fisiche derivanti dal lavoro dipendente, i controlli saranno rivolti ai datori di lavoro con un elevato livello di rischio, con l’obiettivo di garantire la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori. I controlli saranno focalizzati sulla corretta gestione fiscale dei benefici concessi ai singoli dipendenti sotto forma di acquisto di beni o servizi, sulla corretta tassazione dei rimborsi spese elevati legati al lavoro e sui contribuenti che non presentano le dichiarazioni relative a imposte e contributi sui redditi da lavoro dipendente.
Controllo dei registratori di cassa fiscali
Il controllo dei registratori di cassa fiscali sarà concentrato sui contribuenti soggetti all’obbligo di certificazione fiscale delle fatture e alla trasmissione dei dati sulle vendite di beni o servizi tramite distributori automatici, nei quali vengono riscontrate discrepanze tra i dati delle fatture fiscalmente certificate e quelli delle dichiarazioni fiscali presentate.
Il controllo dei registratori di cassa fiscali è inoltre importante ai fini della verifica della legalità dell’occupazione e del lavoro, dell’identificazione tempestiva ai fini IVA e della correttezza del calcolo di imposte e contributi nelle attività svolte prevalentemente in contanti.
Controlli nel settore del lavoro irregolare e del lavoro in nero
I controlli nel settore del lavoro irregolare e del lavoro in nero sono importanti per rilevare e prevenire violazioni della normativa sul lavoro, contribuendo conseguentemente a ridurre l’economia sommersa. Le ispezioni saranno effettuate sia presso persone fisiche residenti e straniere sia presso soggetti giuridici. Il lavoro irregolare comporta conseguenze negative, come errori nel calcolo di imposte e contributi, e, per le persone che lavorano o sono impiegate in nero, la perdita dei diritti derivanti dal rapporto di lavoro e dalla protezione sociale, che spettano invece a chi lavora legalmente. Per il controllo del lavoro in nero, particolare attenzione sarà rivolta ai soggetti giuridici che emettono fatture fiscalmente certificate, ma i cui operatori non dispongono della copertura assicurativa necessaria per il lavoro, e ai datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi in nero. Per quanto riguarda il lavoro irregolare, l’attenzione sarà posta anche sulle vendite online o tramite social network e sulle attività attraverso piattaforme digitali, al fine di identificare lavori non dichiarati legati alla vendita di beni e servizi o all’affitto a breve termine di immobili ai turisti. Saranno inoltre controllate altre attività svolte principalmente in contanti, dove, sulla base delle informazioni ambientali e dell’esperienza degli anni precedenti, è stato rilevato un rischio elevato di economia sommersa.
Nell’ispettorato, i controlli saranno rivolti ai contribuenti ad alto rischio che operano tramite piattaforme online, che non hanno o non hanno avuto registrata l’attività appropriata e/o non hanno dichiarato i redditi percepiti, o non li hanno comunicati integralmente all’autorità fiscale. Per quanto riguarda il lavoro in nero, l’attenzione sarà focalizzata sui contribuenti che, svolgendo lavoro irregolare, hanno ottenuto un vantaggio patrimoniale maggiore, suscettibile di essere sequestrato nel corso del procedimento sanzionatorio. Attraverso un approccio sistematico basato sui dati ricevuti tramite lo scambio automatico di informazioni (DAC7) e il confronto con i dati disponibili negli archivi ufficiali, si migliora l’efficacia sia nel controllo degli affitti a breve termine di immobili sia nelle verifiche delle attività svolte tramite altre piattaforme digitali che consentono la vendita di beni e servizi. Considerando lo sviluppo del commercio e del mercato globale, nell’ambito dei controlli presso i contribuenti, la collaborazione internazionale con le autorità competenti di altri Paesi e con gli organismi internazionali riveste un ruolo fondamentale.
Controlli sui conti finanziari e applicazione dei trattati internazionali
I controlli fiscali sull’adeguatezza dell’applicazione delle procedure di due diligence e sulla comunicazione delle informazioni relative ai conti finanziari, nonché i controlli sull’attuazione del trattato internazionale per il miglioramento del rispetto delle normative fiscali a livello internazionale e sull’applicazione del FATCA, e i controlli fiscali sulla comunicazione dei dati da parte degli operatori di piattaforme, saranno effettuati dall’ispettorato nei casi in cui venga identificato un alto rischio, determinato tramite analisi del rischio e sulla base delle attività di sollecito e di esecuzione del controllo.
Settore delle dogane
Nel settore doganale, i controlli saranno prioritariamente rivolti alla verifica delle misure restrittive adottate a causa delle azioni della Russia, che stanno destabilizzando la situazione in Ucraina, per le quali l’UE ha introdotto numerose limitazioni all’importazione e all’esportazione. Sarà data priorità anche ai controlli volti a individuare l’elusione dei dazi antidumping e compensativi, le frodi IVA nell’ambito della procedura doganale 42 (fornitura esente da imposta verso altri Stati membri), la correttezza della dichiarazione del valore doganale delle merci importate (sottovalutazione), la corretta classificazione delle merci nella tariffa doganale, la conformità dell’origine delle merci, l’applicazione e l’esenzione delle quote tariffarie, nonché le operazioni di e-commerce legate all’importazione di merci.
Settore delle accise
I controlli nel settore delle accise saranno principalmente rivolti alla verifica della corretta applicazione delle accise e delle attività dei contribuenti soggetti ad accisa, nonché dei titolari di autorizzazioni. Il controllo comprenderà anche l’ambito dell’uso esentasse e la legittimità delle richieste di rimborso delle accise. Saranno effettuati controlli sulla corretta applicazione delle accise su diverse tipologie di beni, in particolare birra, alcol e bevande alcoliche, nonché sui prodotti energetici. Particolare attenzione sarà dedicata all’individuazione della produzione illegale di prodotti del tabacco, allo stoccaggio e al movimento non autorizzato di tabacco grezzo e alle frodi nel settore dei prodotti energetici e dell’alcol, in collaborazione con altri Paesi dell’UE (EMPACT) e con le autorità nazionali della Slovenia. Nei locali in cui sono conservati tabacco, prodotti del tabacco o correlati, saranno adottate misure di controllo conformemente alla Legge sulla limitazione dell’uso dei prodotti del tabacco e correlati.
Settore delle imposte ambientali
Nel settore delle imposte ambientali, i controlli prioritari saranno rivolti alla verifica della corretta applicazione delle imposte ambientali sulle acque reflue e delle imposte ambientali per l’inquinamento dell’aria dovuto alle emissioni di CO₂, mentre saranno controllate anche le altre imposte ambientali.
Politica agricola e foreste
Nell’ambito della politica agricola comune sarà verificata la legittimità dei pagamenti effettuati dal Fondo europeo per la garanzia agricola (FEGA).
Nel settore della Legge sulle foreste, sarà controllata l’applicazione del sistema di dovuta diligenza relativo al legno e ai prodotti derivati destinati al mercato dell’UE, in conformità al Regolamento UE n. 995/2010.
Vir: FinD-INFO
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