L’Assemblea nazionale ha adottato l’11 novembre 2025, in procedura d’urgenza, con 48 voti a favore e uno contro, la Legge sul diritto al bonus invernale e sulla riforma della determinazione della base imponibile considerando i costi forfettari (ZPZR) (EPA 2496-IX). Con ciò è stato introdotto nell’ordinamento sloveno un nuovo obbligo permanente in materia di diritto del lavoro per tutti i datori di lavoro, nonostante la forte opposizione e il blocco del dialogo sociale da parte delle principali organizzazioni datoriali. La legge introduce l’obbligo di erogare un’indennità, spesso chiamata anche “tredicesima natalizia”, che fino a un certo importo sarà esente da imposte e contributi.
La legge adottata stabilisce che tutti i lavoratori aventi diritto alle ferie annuali hanno diritto al bonus invernale, pari alla metà dell’importo del salario minimo. Per il 2025 ciò corrisponde a 638,86 euro. Una disposizione giuridica fondamentale è che tale importo è completamente esente dal pagamento dell’imposta sul reddito e di tutti i contributi di sicurezza sociale. Inoltre, la legge introduce una novità importante per la prassi esecutiva: il bonus invernale percepito è completamente escluso da qualsiasi forma di esecuzione e non rientra nella massa fallimentare. Il termine generale di pagamento è fissato al più tardi 18 giorni dopo la scadenza del termine per il pagamento dello stipendio di novembre, il che in pratica significa intorno al 18 dicembre. La legge mantiene comunque la possibilità che il datore di lavoro, in caso di motivati problemi di liquidità e se previsto dal contratto collettivo di settore, possa rinviare il pagamento, ma non oltre il 31 marzo dell’anno successivo.
Impatto pratico:
La legge è stata adottata e attende la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della RS, il che significa che l’obbligo per i datori di lavoro entra in vigore immediatamente. I datori di lavoro devono pertanto assicurare tempestivamente le risorse di liquidità per il pagamento. È prevista una disposizione transitoria speciale per il 2025: i datori di lavoro che, a causa di problemi di liquidità, non possono versare l’intero importo possono quest’anno pagare almeno un quarto (circa 160 euro) entro il 18 dicembre 2025 e il resto entro il 31 marzo 2026, anche qualora fossero ancora illiquidi. I giuristi d’impresa e gli avvocati dovranno verificare per gli anni successivi se i contratti collettivi di settore dei loro clienti consentono effettivamente un rinvio generale del pagamento in caso di illiquidità.
Fonte: FinD-INFO
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